
(ANSA) - ROMA, 30 dic - È morto questa notte il giornalista Giuseppe (Pino) Cultrera: era stato colpito recentemente da una malattia incurabile.
Cultrera, che era in pensione da qualche anno, avrebbe compiuto 69 anni il prossimo 28 gennaio. Lascia la moglie Liliana ed i figli Stefano e Giovanna. I funerali si svolgeranno a Poggio Mirteto (dove Pino Cultrera si era ritirato lasciando Roma), domani alle ore 11.
Siciliano di Messina, Cultrera ha dedicato all' Agenzia Ansa 36 anni di impegno professionale, promuovendo l'informazione nei settori della scienza, della tecnologia, dei beni culturali e facendo dell'Agenzia un punto di riferimento per la divulgazione di materie tradizionalmente considerate ''difficili''. Ha anche seguito direttamente lo sviluppo tecnologico dell'Agenzia in anni cruciali, quelli che hanno visto il passaggio dalla macchina da scrivere, dagli apparati elettromeccanici, dal filo telegrafico e dalle telescriventi al mondo dell' elettronica e delle nuove telecomunicazioni. Pino (come tutti lo chiamavamo all' Ansa) era diventato collaboratore dell'agenzia nel 1961; assunto come praticante nel 1964, professionista dal 1966, aveva convinto la direzione dell' agenzia a istituire un ''servizio scientifico'' di cui venne nominato responsabile. Pino, infatti, è stato uno dei primi giornalisti italiani a dedicarsi professionamente alla divulgazione della ricerca scientifica e ai temi dell'aeronautica e dello spazio, seguendo per l'Ansa i più importanti eventi del settore, dai primi lanci spaziali alla missione NASA sulla Luna, e poi l' ingresso dell'Italia nel settore spaziale, l'evoluzione del trasporto aereo, le grandi scoperte scientifiche, quelle archeologiche e, come cronista, i grandi disastri naturali. Tra l'altro nel 1964 Cultrera fu l'unico giornalista ammesso a bordo del DC-8 Alitalia mandato in India per riaccompagnare in Italia papa Paolo VI che vi si era recato per il congresso eucaristico.
Nel 1980 Pino divenne caporedattore presso la redazione centrale dell' Ansa e dal maggio 1990 il direttore Sergio Lepri lo volle come assistente per le tecnologie per il delicato passaggio ai nuovi sistemi editoriali. Un compito difficile che Pino seppe svolgere con competenza ma anche con le doti personali di pazienza e cordialità che lo hanno sempre contraddistinto. Nel 1994 diresse anche il primo servizio sperimentale di infografica dell' Ansa. In pensione dal 1997, Cultrera si era dedicato all' insegnamento universitario come titolare di ''Editoria multimediale'' nel corso di laurea in scienza della comunicazione alla facoltà di lettere e filosofia della LUMSA.
Cultrera aveva diretto la rivista specializzata ''Alata Internazionale'', il Notiziario del Centro per l' Epilessia e ''Aresam Notizie'' (che si occupa di disabilità psichica). Con Sergio Lepri e Francesco Arbitrio è autore del libro, uscito recentemente presso l'editore Le Monnier, ''L'agenzia Stefani da Cavour a Mussolini''. Aveva ricevuto numerosi premi tra i quali il premio ''Massai'' per la stampa aeronautica ed il premio ''Casalegno'' per la stampa scientifica.
- Roma, 30 dic - È morto questa notte il giornalista Giuseppe (Pino) Cultrera ex Caporedattore dell'ANSA: era stato colpito recentemente da una malattia incurabile. Cultrera, che era in pensione da qualche anno, avrebbe compiuto 69 anni il prossimo 28 gennaio. Lascia la moglie Liliana ed i figli Stefano e Giovanna. I funerali si svolgeranno a Poggio Mirteto (dove Pino Cultrera si era ritirato lasciando Roma), il 31 dicembre alle ore 11.
Siciliano di Messina, Cultrera ha dedicato all'Agenzia Ansa 36 anni di impegno professionale. Pino (come lo chiamavano tutti i colleghi) è stato uno dei primi giornalisti italiani a dedicarsi professionalmente alla divulgazione della ricerca scientifica e ai temi dell'aeronautica e dello spazio, contribuendo anche alla fondazione e alla crescita delle associazioni professionali dei giornalisti scientifici (UGIS) e Aerospaziali (UGAI). Nel 1980 Pino divenne caporedattore centrale dell'Ansa e dal maggio 1990 il direttore Sergio lepri lo volle come assistente per le tecnologie per il delicato passaggio ai nuovi sistemi editoriali. In pensione dal 1997, Cultrera si era dedicato all'insegnamento universitario nel corso di laurea in scienza della comunicazione alla LUMSA. Cultrera aveva diretto "Alata Internazionale", il Notiziario del Centro per l'Epilessia e "Aresam Notizie". Con Sergio Lepri e Francesco Arbitrio è autore del libro "L'agenzia Stefani da Cavour a Mussolini" (Le Monnier). Aveva ricevuto numerosi premi tra i quali il premio "Massai" per la stampa aeronautica ed il premio "Casalegno" per la stampa scientifica.
Roma, 30 dic. (Apcom) - È morto la scorsa notte nella sua casa di Poggio Mirteto (Rieti) il giornalista Giuseppe Cultrera. Avrebbe compiuto 69 anni il prossimo 28 gennaio. Lascia la moglie Liliana ed i figli Stefano e Giovanna. I funerali si svolgeranno domani nella chiesa della Sacra Famiglia a Poggio Mirteto Scalo.
Siciliano (era nato a Messina), Pino Cultrera è stato fra i primi giornalisti italiani ad occuparsi professionalmente di aeronautica e spazio, seguendo per l'Ansa i più importanti avvenimenti, dai primi lanci spaziali alla discesa dell'uomo sulla luna, dall'ingresso dell'Italia nello spazio, all'arrivo dei Jumbo in Italia, come i successi della fisica italiana e le scoperte archeologiche.
È stato una colonna dell' Agenzia Ansa per circa 36 anni, accompagnando lo sviluppo dell'agenzia nelle nuove tecnologie dell'editoria che l'hanno completamente trasformata, dalla carta e dalle telescriventi ai computer e ai Pc. Nel maggio '90 il direttore Sergio Lepri lo nominò assistente per le tecnologie per pilotare l'agenzia dal vecchio al nuovo sistema di trasmissione. Nel 1994 fondò e diresse il servizio Infografica, uno dei primi nuovi strumenti giornalistici.
Dal febbraio 1997 era in pensione ma aveva continuato a trasmettere il suo entusiasmo e la sua competenza alle giovani generazioni attraverso l'insegnamento universitario. Era titolare di "Editoria multimediale" del corso di laurea triennale in "Scienze della comunicazione" presso la facoltà di lettere e filosofia della Lumsa.
È stato tra i primi collaboratori delle riviste "Media Duemila" e "L'Editore", dirette da Giovanni Giovannini, e direttore a sua volta della rivista specializzata "Alata Internazionale" e del Notiziario del Centro per l'epilessia e di "Aresam notizie", un bimestrale che si occupa dei disabili psichici.
Su sua iniziativa è nato il libro L'Agenzia Stefani da Cavour a Mussolini edito da Le Monnier scritto insieme a Sergio Lepri e Francesco Arbitrio. Un libro di ricerca storica che documenta le vicende spesso inedite dell'informazione in Italia che si intrecciano con personaggi da giallo. Tra i numerosi riconoscimenti per la sua attività il premio "Massai" per la stampa aeronautica ed il premio "Casalegno" per la stampa scientifica.
Di Giuseppe (Pino) Cultrera io ricordavo la voce pacata, la sua erre arrotondata senza inflessioni particolari. L'ho ritrovata, con sgomento e anche con una sconsolata sensazione di disagio, nella segreteria telefonica della sua casa a Poggio Mirteto, la mattina del funerale, quel sabato ultimo giorno di un 2005 denso di ricordi, per noi dell'Ugis, e anche forse di speranze.
A disagio attenuato ha fatto seguito, in una successione che andava molto indietro nel tempo, una serie di ricordi. Spezzoni inframmezzati di scambi di opinioni, di paesi lontani dove ci si incontrava per lavoro, di proposte per la vita associativa della nostra Ugis della quale egli faceva parte dai primi anni della sua fondazione. Nella mia mente lo rivedo in sedi istituzionali, come ad esempio il Cnr a Roma (e Isabella Vannutelli, capo ufficio stampa allevata alla scuola di Mario Pinti, anch'egli scomparso due anni fa, rammenta che Pino ascoltava, prendeva qualche nota, dettava il pezzo a braccio e se ne andava). Lo rivedo più nitido, lui che della storia aerospaziale era fra i pionieri, come lo ricorda nella sua nota di agenzia Apcom Cesare Protettì, altra colonna degli scientifici Ansa di Roma con Massimo Bozzo e Goffredo Silvestri, e poi Giorgio Rivieccio ora emigrato a Milano.
Rivivo gli anni del primo lancio del satellite europeo Ariane, dalla base di Kourou nella Guyana francese, un lancio bloccato per una errata interpretazione di un minuscolo sensore, poi ritentato con successo la settimana seguente; risento la risata di Pino quando una imprecazione stile Cambronne, rigorosamente in francese, accompagnò le immagini dal monitor della sala di comando, ..un, deux, trois, quatre, cinq .lancement avorté .M ..
Agli inizi degli anni '70 , un altro ricordo per festeggiare i sessant'anni del fisico Edoardo Amaldi, a Roma, una cena alla trattoria romana di Settimio, in via delle Colonnelle, che avevamo riservata per noi dell'Ugis, anche per incontrare con calma il primo ritorno in Italia dalla Russia di Bruno Pontecorvo. Solo Amaldi venne, Cultrera contava su una dichiarazione di Pontecorvo alla tanto attesa sua conferenza alla Sapienza del giorno seguente.
Una delusione, il fisico iniziò in inglese The neutrino . E poi tante formule alla lavagna. Io stessa persi ogni facoltà di sintesi. Eppure anche quel giorno la nota Ansa, corretta e comprensibile, uscì.
Il 5 dicembre scorso, alla Assemblea Ugis al Circolo della Stampa di Milano, molte idee si sono discusse sui 40 Anni dell'Ugis, da festeggiare senza fanfare nel 2006. Anche a Pino ci saremmo rivolti per una testimonianza, che non sarebbe mancata. Sarà con noi, nel rimpianto di coloro che ci hanno prematuramente lasciati, fra i quali tre anni orsono Giancarlo Masini: ci lasciano un segno indelebile dell'impegno e della professionalità che solcano i percorsi di quattro decenni del nostro lavoro.
Prima metà anni cinquanta: io e Cultrera ci dividevamo la stessa pagina di una rivista aeronautica, Ali nuove diretta da Armando Silvestri, poi presidente (nel bene e nel male) dell'UGAI (Unione giornalisti aerospaziali italiani) e decano dei giornalisti aerospaziali. Le pagine erano di dimensioni ridotte, di quel formato che adesso si chiama tabloid. la lunghezza del pezzo era rigorosa: non più di un paio di cartelle a testa, pena la ghigliottina, cioè il taglio del pezzo. Silvestri l'aveva ribattezzata la pagina dei due Peppi.
Io mi occupavo di radiocomando, soprattutto di aeromodelli, lui di supersonico civile quando il Concorde era appena un'idea, un'ipotesi sulla quale in pochi avrebbero scommesso. Ma Pino era di diverso avviso, era un entusiasta sostenitore di quel tipo di velivolo e si spingeva ad immaginare una rete di collegamenti aerei fatta di supersonici, viaggi superveloci, andata e ritorno con New York nella stessa giornata. A volte si abbandonava a quella che tutti ritenevamo un'astrazione fantascientifica: l'aereo in volo suborbitale. Ci stanno ancora studiando e, prima o poi....
Non ci conoscevamo di persona, perché abitavamo in città diverse. Avevamo, di tanto in tanto, rapporti epistolari. Non c'era la posta elettronica, allora, e le lettere si scrivevano sulla carta, si chiudevano nella busta, vi si applicava un francobollo da 25 lire, si impostava e dopo qualche giorno il destinatario la leggeva. Lui mi chiese di scrivere nella sua rubrica una quindicina di righe sulle difficoltà che avrebbe potuto rappresentare il radiocomando di un supersonico e io gli resi la pariglia facendogli descrivere minuziosamente i profili alari (con formula di sviluppo in ascissa ed ordinata) più adatti alla alte velocità ma che consentissero le massime possibilità di planata: elementi indispensabili per progettare un aeromodello da radiocomandare. Poi il settimanale chiuse ed i contatti cessarono, soprattutto per altri impegni di lavoro. Quello vero.
Ci conoscemmo di persona per caso, a Tolosa, quando il Concorde era in fase di realizzazione.
- Ma tu sei quel Cultrera che scriveva su Ali?
- Ma tu sei quel Prunai fanatico di elettronica?
Da allora gli incontri si sono sprecati: ai saloni di Le Bourget, di Farnborough, di Francoforte. A Cape Canaveral, a decine e decine di conferenze stampa di argomento aeronautico e spaziale. Infine nell'UGAI, di cui Pino fu anche presidente.
Cosa non dimenticherò di lui? Molto humour e alcune battute taglienti. Eravamo a Torino al primo volo dell'AMX. Gli chiesi cosa ne pensasse e lui:
-A come aeronautica, M come militare, X come...
- Come incognita?
- No, come numero di serie, ne faranno molte.
Ed ebbe ragione.
Un giorno dovetti intervistarlo. Una fatica immane per convincerlo. Stavo preparando uno speciale per il GR1 sui cambiamenti determinati dall'informatica nel mondo del lavoro. L'ANSA aveva da poco completato l'informatizzazione di ogni settore dell'agenzia. Uno degli artefici del cambiamento era stato Pino e volevo fargli dire qualcosa. Ma lui, come al solito, era schivo, non voleva mettersi in mostra. Lo convinsero i colleghi e ne venne fuori un'intervista molto apprezzata.
Quale la principale difficoltà?
- Far cambiare mentalità ai colleghi. Togliere qualche centinaio di giornalisti da dietro la macchina per scrivere e metterli davanti al computer.
Perché dici dietro la macchina e davanti al computer?
- Perché la macchina per scrivere, con quel suo rumore di ferraglie, l'ho sempre subìta. Al computer, invece, il padrone sono io...
Con quello speciale vinsi il Premio SMAU nel '93. Gli telefonai, gli dissi che il premio era per metà suo e lui prima si schermì e poi sbottò in un'uscita che nelle redazioni si sente spesso, ma qui non posso trascrivere.
Fu nel '97 che avemmo l'ultimo contatto professionale. In pensione da poco (io vi sarei andato qualche mese più tardi) mi chiese se potevo fare una breve manchette nella rubrica degli appuntamenti del fine settimana, su una mostra storica sulle telecomunicazioni di cui era il curatore. Si accontentava di un richiamo di tre o quattro righe, ma a Pino dovevo di più. Tirandogli fuori le informazioni con il contagocce, dato il suo stile telegrafico anche nei rapporti con gli amici, misi insieme un servizio articolato che andò in onda a sorpresa alle ore 14 e rotti di un venerdì. La trasmissione non era neppre conclusa, che il telefono di redazione squillò.
- Grazie. Ma come hai fatto a sapere tutte queste notizie?
- Me le hai riferite tu.
Con la mia abitudine toscana di menare il can per l'aia l'avevo fatto parlare senza che lui se ne rendesse conto.
- Mi hai fatto la melina e io ci sono caduto come quando mi facesti adattare ai tuoi aeromodelli i profili alari Sikorsky, che sono i più difficili da calcolare con quella rastrematura del bordo di uscita che sembra una lametta da barba!
A distanza di quarant'anni, gli rodeva ancora.
- Ma poi, non mi hai mai detto se i calcoli erano esatti?
- Ma certo, erano un capolavoro.
- Bene. Sono contento. Ciao Beppe, alla prossima.
- Ciao Pino, alla prossima.
Ma la prossima non c'è stata. Non ci sarà più.